Uno spettro si aggira per i cinema d’Europa. È il nuovo film di Raoul Peck Il giovane Karl Marx. Nuovo per modo di dire, visto che è stato presentato in anteprima al Festival di Berlino nel febbraio dello scorso anno e distribuito in modo discontinuo in diversi paesi europei nel corso del 2017. In Italia il film è arrivato solo il 5 aprile grazie al lavoro di Wanted Cinema, una società di distribuzione milanese che solitamente tratta documentari, che in questo caso ha vinto la scommessa puntando sulla biografia di un personaggio che sembrava passato di moda e che si è invece, come sempre, rivelato di grande attualità.

Il giovane Karl Marx si è infatti distinto al botteghino raggiungendo il terzo posto nella classifica degli incassi in rapporto alle sale nella prima settimana dall’uscita e grazie a questo risultato si sono moltiplicate le proiezioni in tutta Italia. Un piccolo fenomeno mediatico che fa piacere constatare e che ci fa pensare che un buon prodotto, lontano dai santini delle grandi case di produzione e distribuzione (si pensa per esempio alle agiografie di Churchill e Thatcher), può raggiungere risultati importanti.

Nel giorno della sua uscita italiana abbiamo quindi deciso di andare ad assistere alla proiezione del film nella tana del lupo, al Wanted Cineclan, lo spazio in cui la casa di distribuzione si apre al pubblico e propone i propri film oltre a eventi speciali. A causa della nota carestia di parcheggi milanese rischiamo di arrivare tardi ma fortunatamente con uno scatto finale ci sediamo ai nostri posti proprio mentre inizia il film. Il Cineclan è modesto ma accogliente, scendendo nella sala al piano di sotto si percepisce l’atmosfera, appunto, del clan, inteso come cineforum clandestino degli anni settanta. Pur non essendo in un cinema, la qualità di audio e video sono comunque ottime.

Il film è una scommessa vinta. Raoul Peck ci mostra un Marx poco conosciuto: Karl, l’uomo, la cui biografia personale è spesso passata in secondo piano rispetto alle opere e al pensiero che hanno provato a cambiare il mondo. La storia di Karl e Jenny è la storia in cui, per certi aspetti, molti di noi si possono riconoscere, quella di una coppia di giovani genitori costretti, per motivi politici ed economici, a girare l’Europa cercando di mantenere sé stessi e i propri figli con mille lavori precari. Scopriamo infatti la vita travagliata che ha trascorso la famiglia Marx negli anni quaranta dell’Ottocento dalla vita da emigrati a Parigi, all’espulsione dalla Francia, al periodo da immigrati irregolari in Belgio, fino al trasferimento in Inghilterra grazie all’aiuto dell’amico Engels.

Vicky Krieps, August Diehl e Stefan Konarske nel ruolo rispettivamente di Jenny, Marx ed Engels

Non possono ovviamente mancare da questa biografia i due aspetti fondamentali della vita di Karl: l’attività filosofica e politica. I dialoghi e gli scambi tra attivisti, pensatori e filosofi sono scritti egregiamente, hanno un ritmo incalzante che tiene alta l’attenzione dello spettatore e sono un evidente segnale della grande ricerca di Peck e Pascal Bonitzer, l’altra firma sulla sceneggiatura, sulla personalità, oltre che sul pensiero, di Marx ed Engels.

Karl e Friedrich, Jenny e Mary. Il ruolo delle compagne dei due filosofi è fondamentale nella storia, anzi nella Storia. È stato infatti di gran lunga sottovalutato il ruolo delle due donne nello sviluppo del pensiero e delle opere dei loro compagni. Il film dà nuova luce a queste figure: a Jenny von Westphalen, interpretata da una meravigliosa Vicky Krieps, una donna forte e di grande intelligenza che rinunciò al prestigio di una delle più importanti famiglie nobili tedesche per amore di Karl e che lavorò con lui al pensiero e all’organizzazione del nuovo movimento politico, e a Mary Burns esuberante operaia irlandese che diventò compagna di Engels e che svolse un ruolo fondamentale prima nello studio delle condizioni di vita della classe operaia inglese nel cuore della rivoluzione industriale e poi nell’organizzazione dei movimenti politici.

Vicky Krieps e August Diehl in una scena del film

Avendo avuto la fortuna di vedere il film in lingua originale abbiamo potuto apprezzare la bravura degli attori che sono stati in grado di recitare egregiamente in tre lingue: tedesco, francese e inglese risultando sempre credibili e incisivi. Si distingue August Diehl, attore esperto che ha già lavorato per grandi registi come Tarantino in Bastardi senza gloria, che nel ruolo di Marx dimostran di avere la stoffa per vestire i panni del protagonista. Ma è la già citata Vicky Krieps a sorprendere con una recitazione impeccabile, solo apparentemente timida ma che sa quando e come cambiare tono e colpire lo spettatore. Dopo la sua prova in Il filo nascosto l’attrice lussemburghese promette di diventare un nuovo riferimento per il cinema europeo. Degni di nota sono anche costumi e scenografie molto ben ricostruiti e la fotografia, realistica, naturale, mai invasiva.

Al termine della proiezione si ha la sensazione di aver assistito ad un film riuscito, i temi, le idee, le intenzioni politiche arrivano completamente allo spettatore e la forza della storia di vite e persone così inaspettatamente attuali, unita a una sceneggiatura e un ritmo sempre sostenuti, non lasciano allo spettatore la spossatezza, o peggio la noia, che spesso accompagna certi film a tesi o politici. Usciamo dal Cineclan soddisfatti del film e di aver scoperto un nuovo angolo di arte e cultura indipendente da seguire e tenere d’occhio per le proiezioni future.

Un pensiero riguardo “Il giovane Karl Marx

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...