Sabato sera al Serraglio di Milano si è esibito uno degli artisti più particolari della scena hip-hop italiana, Murubutu, e C.O.L.M.O. non poteva lasciarselo sfuggire.
Probabilmente ai più questo strano nome purtroppo non dirà molto, ma le decine e decine di persone di tutte le età, dai ragazzi agli adulti, che hanno riempito il Serraglio cantavano tutti i suoi brani a memoria.
Durante l’attesa non breve tra l’apertura e il concerto abbiamo avuto modo di assaggiare le birre e gli hamburger nel cortile esterno del locale, e quando siamo tornati nella sala coperta, poco prima dell’inizio del concerto, ci siamo piacevolmente accorti che si era riempita completamente, infatti la serata era sold out già dal pomeriggio.
Murubutu, al secolo Alessio Mariani, grazie alle sue canzoni ha coinvolto il pubblico attraverso storie d’amore, di migrazioni, di Resistenza e di lotte. I racconti del professor Mariani, che quando sveste i panni del rapper insegna Storia e Filosofia in un liceo di Reggio Emilia, sono scritti con grandissima cura di lessico, metrica e retorica, e si sposano con incredibile efficacia con le basi che Dj T-Robb scratchava come ormai non si sente più fare nell’hip-hop delle nuove generazioni.

IMG_2400
Murubutu e la Kattiveria, la sua storica crew che l’ha accompagnato anche sabato a Milano, arrivando dalla “vecchia scuola” hanno portato sul palco uno spettacolo senza fronzoli, senza nulla che togliesse l’attenzione dal rap, dalla parola e dai contenuti. La parola, la scrittura e la tecnica, alla ricerca nella stesura dei testi si accompagna infatti anche la ricerca nell’espressività del rap. Lo stile di Murubutu è unico, composto da versi spesso velocissimi, complessi e articolati: a un certo punto addirittura ferma la musica per rappare una strofa velocissima che lascia il pubblico a bocca aperta.

IMG_2531
Nel corso del concerto i quattro artisti sul palco hanno alternato brani dell’ultimo album di Murubutu, L’uomo che viaggiava nel vento e altri racconti di brezze e correnti, che vanta tra l’altro collaborazioni del calibro di Dargen D’Amico e Ghemon, a brani storici suoi e della Kattiveria. Le pause sono state poche e brevi e viene da chiedersi dove prendano l’ossigeno i ragazzi sul palco vista la velocità del loro flow.
Dopo il classico finto finale i quattro sono tornati sul palco e hanno concluso il concerto con un brano che solo dal titolo può far capire a chi non abbia mai sentito Murubutu quanto possa essere unico nel suo genere questo artista, “Diogene di Sinope e la scuola cinica”.

IMG_2486
Alla fine del concerto il pubblico soddisfatto si incastra un po’ per uscire dal locale, anche perché, come detto, la capienza era al completo, e forse anche perché erano ancora distratti dalle storie raccontate da Murubutu, la storia di Giulia, la storia di Paolo, la storia di Martino.In ogni canzone Murubutu ci narra di un personaggio diverso e quasi sempre questi personaggi hanno un nome, uomini e donne di epoche e luoghi diversi che attraverso la loro piccola vicenda, in cui tutti ci possiamo riconoscere, ci parlano della Storia con la S maiuscola. Le ambientazioni e i periodi storici sono i più disparati, tuttavia la campagna emiliana e la seconda guerra mondiale vengono citati qualche volta in più.

IMG_2523
Viene allora in mente un dialogo molto particolare che Alessio Mariani ha avuto al Poesia Festival 2017 con un altro autore emiliano, Francesco Guccini. Il confronto tra un rapper e uno dei più importanti cantautori italiani potrebbe sembrare fuori luogo, ma ascoltare i due dialogare farebbe cambiare idea anche al peggior detrattore del rap. Anche se Guccini ammette di non aver mai ascoltato un disco rap, durante l’incontro ha scoperto di avere molto in comune con Murubutu e di essere una delle sue fonti di ispirazione. Per fortuna esiste un video dell’incontro tra i due, vi consigliamo di vederlo per conoscere meglio Alessio Mariani e per ascoltare qualche storia divertente di Guccini, visto che di lui forse avete già sentito parlare qualche volta.

Articolo: Valerio Fiori

Foto: Gaia Schiavon

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...