“Cari amici, ci troviamo quest’oggi riuniti per celebrare il ricordo dei nostri amati Elio e le Storie Tese e per salutarli un’ultima volta, ora che, vecchi e stanchi, si ritirano dalla scena pubblica…” 

È così che prende avvio il grande concerto di Elio e le Storie Tese, tenutosi martedì 19 dicembre in un Mediolanum Forum gremito di fan: una voce scandisce il requiem, grandi corone funebri attorno al palco e pacchetti di fazzoletti opportunamente distribuiti all’ingresso per “asciugare ogni tipo di lacrima”. Ironia e black humor indicano subito al pubblico l’intento del gruppo: salutare l’auditorium con un ultimo concerto; un estremo saluto in grande stile, verrebbe da dire.  

Alle 21.10 cadono i veli che coprono il palco, che tematicamente assume il profilo di una cassa da morto, con tanto di maniglie bordate in oro, fondo in velluto viola e lapide commemorativa, ed ecco apparire la band al completo: otto musicisti, una voce femminile, quella della bravissima Paola Folli, e il frontman carismatico e travolgente, Elio. Tutti rigorosamente abbigliati a lutto. Eh sì, perché quello di Milano sarebbe dovuto essere l’ultimo concerto, il gran finale a suggello di trentasette anni di onorata carriera; il “funerale” della band, tuttavia, pare ormai esser stato posticipato alla primavera 2018, quando gli Elii diranno definitivamente addio alle scene con il loro ultimo tour e la partecipazione a Sanremo. 

Nonostante la recentissima decisione di prorogare di qualche mese la dipartita, l’atmosfera noir viene rigorosamente mantenuta per tutta la prima parte del concerto, lasciando posto agli abiti della festa solamente dopo la prima ora e mezza di spettacolo. Si intraprende così un viaggio musicale che segue il percorso evolutivo di Elio e le Storie Tese e che parte da vecchi brani, come Servi della gleba e Burattino senza fichi, per poi raggiungere i più recenti successi sanremesi con Canzone mononota. Nel mezzo, troviamo la loro intera carriera, con brani iconici come Fossi figo e testi a loro modo emozionanti come Luigi il pugilista; tante, inoltre, le canzoni accompagnate dalle coreografie, eseguite da sei ballerine guidate da Luca Mangoni, storico amico di Elio e animatore dei concerti del gruppo, che veste i panni di un ironico danzatore (forse in certi momenti un po’ roboante e fuori tema). 

Veramente meritati sono gli applausi che vengono riservati a tutti i musicisti che per ben tre ore hanno incantato i diecimila spettatori del Forum con un sound da autentici mostri del palcoscenico; spettacolari gli assoli di chitarra di Cesareo, il ritmo sincopato del basso di Faso, la batteria scatenata di Meyer e il sottofondo delle tastiere, in questa occasione affiancate da quella di Carmelo, al quale si devono anche la voce sacerdotale e alcuni divertenti cori da stadio intonati insieme a tutti i fan. A coronare l’ensemble, ovviamente la voce e il carisma di Stefano Belisari, in arte Elio, il quale con l’esperienza maturata in decenni di live riesce a mantenere vivo l’interesse di tutti, complice anche la sapiente costruzione della scaletta. 

Per rendere ancora più appassionante il “concerto d’addio” non si poteva non invitare qualche ospite: ed ecco infatti arrivare sul palco, in un elegantissimo abito da sera (rigorosamente nero, si intende) la talentuosa Cristina D’Avena, che accompagna Elio nell’interpretazione di Piattaforma; verso la fine della serata, poi, fa il suo ingresso anche il musicista Stefano Bollani, il quale, con lo sguardo sbarazzino, irretisce l’intero pubblico con un ipnotico assolo alla pianola sulle note di El pube. 

Dopo un bis e un tris meravigliosi, durante i quali gli Elii si cimentano in una perfetta versione del loro grande successo La terra dei cachi; dopo un momento di commozione dovuto al coro “Forza Panino” intonato dalle voci del Forum in ricordo dello scomparso Paolo Panigada, in arte Feiez; dopo l’ennesima baraonda creata con il brano Super Giovane, Elio e le Storie Tese salutano i loro fan, ormai tutti in piedi, e appendono gli strumenti al chiodo (anche se non definitivamente, per il momento).  

La stele commemorativa che campeggia alle spalle degli artisti recita un laconico “R.I.P. Elio e le Storie Tese 1980-2017” e davvero con questo concerto sembra essersi conclusa un’epoca nel campo musicale italiano, che difficilmente riuscirà a trovare un gruppo musicalmente capace e imbevuto di ironia come quello degli Elii.  

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