Martedì 12 dicembre si è tenuta, presso il cinema Gnomo di Milano, la presentazione in anteprima della serie televisiva FEUD: Bette and Joan, che andrà in onda a partire da gennaio su Mediaset Premium. L’incontro è andato in scena in una sala gremita di addetti stampa e di esperti del settore, anche grazie all’attrazione esercitata dal moderatore e dai due ospiti d’eccezione: a guidare la discussione è stato infatti Aldo Grasso, docente dell’Università Cattolica e critico televisivo, accompagnato dal collega Maurizio Porro, critico cinematografico del Corriere della Sera, e dall’attrice Ambra Angiolini. 

FEUD_01_FIN02_CTS_FX_VERT_WIP06

La presentazione si è aperta con un breve intervento di Maria Theresia Braun, della NBC Universal Italia, che ha sottolineato la singolarità della scelta di Studio Universal di mandare in onda una serie tv su un canale prettamente dedicato al cinema; i pochi contenuti seriali proposti da questo network vengono infatti selezionati per le loro caratteristiche atipiche, come la qualità del girato e gli interpreti di grande calibro, che li rendono molto più affini ad un prodotto cinematografico piuttosto che ad uno televisivo. Nel caso di FEUD: Bette and Joan inoltre, a far pendere l’ago della bilancia ha contribuito l’ottimo successo di critica ottenuto dalla serie negli Stati Uniti, dove ha ricevuto numerose candidature a diversi premi, vincendo tra gli altri anche due Emmy. Gli otto episodi della serie verranno dunque trasmessi in Italia da Mediaset Premium sul canale Studio Universal a partire dal 7 gennaio 2018, essi occuperanno perciò il prime time della domenica sera, segno tangibile della fiducia riposta in questo serial. 

FEUD: Bette and Joan, serie antologica diretta da Ryan Muphy, Jaffe Cohen e Michael Zam, mette in scena la storica rivalità tra le grandi attrici Bette Davis e Joan Crawford, che, nonostante la contiguità temporale e spaziale delle loro carriere, recitarono insieme per la prima volta soltanto nel 1962 sul set di Che fine ha fatto Baby Jane? di Robert Aldrich.  

Ormai avanti con gli anni, le due dive, interpretate rispettivamente da Susan Sarandon e Jessica Lange, tentano di tornare alla ribalta in una Hollywood oramai del tutto diversa rispetto a quella degli anni Trenta e Quaranta che le aveva consacrate nell’Olimpo del cinema, grazie alle loro magistrali interpretazioni nei cosiddetti “film per signore”. Loro, che un tempo erano state acclamate dive dello star system, vivono ora un periodo di decadenza, al quale entrambe decidono di ribellarsi dando vita e volto alle due protagoniste del film horror-thriller Che fine ha fatto Baby Jane?.

FEUD_01_FIN03b_STS_FX_VERT_WIP08.jpg

Nella puntata pilota, proiettata durante questa anteprima stampa, il pubblico viene dunque a conoscenza della situazione nella quale versano Bette e Joan e del loro tentativo di risvegliare l’interesse dei fan con una loro interpretazione congiunta; tuttavia la rivalità sempre covata da entrambe nel corso della loro carriera le porterà ad uno scontro inevitabile, sul set come nella vita, innescando la vera e propria “faida” che dà il titolo alla serie.  

Il topos dello scontro fra due personalità funziona bene nella macchina hollywoodiana, che nei decenni Quaranta e Cinquanta, lo ripropone continuamente sotto forma di western da una parte e melodramma dall’altra; l’opposizione cinematografica di due personaggi forti, capaci di stimolare interesse da parte del pubblico e spesso interpretati da attori di calibro e fama indiscussa genera un prodotto vincente. Se poi la rivalità fra i protagonisti risulta essere ancora più sentita nella vita reale, il successo di audience è assicurato. Maurizio Porro ricorda a tal proposito che il modello classico del “duello fra dame”, mutuato dalla letteratura, ha sempre garantito buoni risultati già nel mondo del teatro e che, una volta trasposto nel campo cinematografico, esso ha condotto a prodotti di assoluto pregio come nel caso di Eva contro Evafilm di riferimento per l’intero genere. Il critico ha inoltre precisato che l’antagonismo fra le due attrici era reale e che entrambe covavano un forte risentimento: Joan a causa del complesso di inferiorità nei confronti della collega (nata come colta e raffinata attrice di teatro, mentre lei aveva iniziato col varietà popolare); mentre Bette probabilmente incolpava Joan di aver scalato i gradini di Hollywood più per la sua bellezza che per le doti attoriali. Le due, come emerge sin da subito, risultano essere tristemente prigioniere del patinato mondo di Hollywood, per il quale hanno sacrificato tutta la loro esistenza, ritrovandosi sostanzialmente sole, senza affetti e con una vita privata inesistente o fallimentare.  

Feud_106_Hagsploitation_0414R

FEUD si presenta quindi come un susseguirsi di scontri: scontro fra due donne e fra modelli diversi di femminilità, scontro fra la realtà della vita vera e la finzione del set e infine scontro generazionale fra vecchia Hollywood e nuova industria del cinema; temi specifici che tuttavia riescono a trasformarsi in argomenti attuali, che coinvolgono lo spettatore e lo irretiscono in questa fitta rete di trame e racconti. Aldo Grasso sottolinea come la rivalità tra due grandi attori possa, nonostante le difficoltà, apportare valore al prodotto finale e come questa sorta di gelosia possa divenire una fondamentale componente drammaturgica, scatenando conflitti che spingono gli interpreti a recitare in modo migliore. A questo proposito Ambra Angiolini aggiunge che tuttavia in Italia questo tipo di situazione legata al divismo si presenta più spesso tra attori uomini e che solamente in pochi casi tale rivalità genera una positiva competizione. 

Feud_106_Hagsploitation_0183R

Da quanto abbiamo potuto capire grazie alla proiezione della prima puntata che è seguita al dibattito, la serie si presenta come un prodotto di qualità: il copione appare ben composto e la ricostruzione storica è curata sin nei minimi particolari, elementi che concorrono a creare un serial di grande interesse e di alto valore estetico. Ovviamente gran parte del merito di questo prodotto risiede, oltre che nell’esperienza del regista Ryan Murphy maturata grazie al successo di American Horror Story e American Crime Story, nella bravura degli attori; un cast d’eccezione infatti dà vita a questi personaggi molto connotati e perciò difficili da interpretare: Susan Sarandon e Jessica Lange vestono i panni di Bette Davis e Joan Crawford, Judy Davis fa la parte della giornalista Hedda Hopper, Alfred Molina impersona il regista Robert Aldrich, mentre Stanley Tucci incarna Jack Warner, cofondatore della casa cinematografica omonima; a completare la troupe, tra gli altri, anche Catherine Zeta-Jones e Kathy Bates. 

In conclusione, non ci resta quindi che attendere domenica 7 gennaio quando verranno trasmessi i primi due episodi della serie per vedere come risponderà il pubblico a FEUD: Bette and Joan e per capire se il tema dello scontro e della rivalità tra due dive immortali come la Davis e la Crawford riuscirà a smuovere ancora una volta l’attenzione della critica, proprio come accadde ormai più di cinquant’anni fa.  

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...