All’Alcatraz tutto è pronto per accogliere con calore Samuel, che sale sul palco prima del previsto e dà il via al suo concerto con l’immancabile cappello portafortuna e tanta voglia di divertirsi. In questa data milanese, inaspettata perché molto vicina a quella di maggio ma fortemente voluta dal cantante, il primo forte impatto viene dato dalla scenografia: fasci di luce che si accendono a ritmo elettronico e sullo sfondo uno schermo sul quale scorrono immagini che raccontano iconicamente una storia parallela a quella dei testi. La grafica de Il codice della bellezza Tour, caratterizzata da lettere misteriose e arcaizzanti, stampate anche sulla t-shirt di Samuel, concorre a creare un’atmosfera intrigante che rispecchia appieno la personalità dell’artista: carico, preciso, consapevole del proprio talento e spavaldo nel dimostrarlo.

Il concerto si apre con “Rabbia”, uno dei pezzi di maggior successo del nuovo album, ed è subito chiaro che il pubblico non intende farsi da parte, ma anzi è pronto a cantare e ballare a ritmo delle canzoni proposte con allegria e partecipazione. Nel corso della serata verranno eseguiti, oltre ai dodici brani contenuti nel disco che dà il titolo al tour, anche pezzi degli anni passati come “Costa poco” scritta da Samuel per Stylophonic, “Un grande sole”, composta per Giuliano Palma, e la cover dei Nomadi “Ho difeso il mio amore”.

Con voce chiara e precisa il cantautore dimostra tutta la sua esperienza, maturata in vent’anni di spettacoli: sul palco nessuna incertezza, tanta energia e grande disinvoltura nell’intrattenere il pubblico con interessanti aneddoti sulla nascita dei testi proposti. Attitudine da affermato performer, dunque, per un Samuel che ringrazia a più riprese i suoi musicisti e lo staff che lo ha supportato in questa avventura da solista durata un anno, iniziata con la partecipazione a Sanremo 2017 e seguita da un lungo tour anche europeo.

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Per rassicurare i fan più accaniti, però, arriva a metà concerto l’annuncio che da gennaio 2018 ricomincerà a lavorare all’ottavo album con i Subsonica, gruppo da lui fondato nel 1996 e che, afferma convinto, non ha alcuna intenzione di abbandonare.

Tanti sono i brani che senza soluzione di continuità si susseguono per un’ora e mezza trascinando il pubblico dell’Alcatraz in un’atmosfera fatta di musica elettronica anni ’90 e sapienti incursioni pop e rock, che rendono il concerto perfettamente godibile. Sullo sfondo treni in corsa sotto la neve e uomini che cadono dal cielo insieme alla pioggia, optical geometrico e androidi alla Blade Runner accompagnano questa scaletta ricca di suoni interessanti e cambi di strumenti, che danno modo a Samuel di esibirsi non solo con la voce ma anche con pianoforte, chitarra e ukulele.

I singoli “Niente di particolare”, “La risposta” e “Vedrai” dimostrano il successo dell’esperimento solista del cantante, il quale riesce ad esprimersi appieno con uno stile fedele al proprio background ma aperto all’innovazione; più popolare, per esempio, il brano “La statua della mia libertà”, definito da Samuel la sua “Despacito”, per l’estrema orecchiabilità che permette di coinvolgere appieno il pubblico.

Nell’album non mancano inoltre le collaborazioni di rilievo, come quella con l’amico Lorenzo Jovanotti in “La luna piena”, brano introspettivo composto a quattro mani su un vagone vuoto della metro di New York.

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L’esperienza da solista che Samuel ha voluto intraprendere con Il codice della bellezza non gli nega però di proporre, verso la fine del concerto, ben quattro brani dei Subsonica, scelti tuttavia tra quelli più personali e ai quali si sente maggiormente legato individualmente; ed ecco allora che, solo sul palco, si tuffa indietro nel decennio d’oro della band rivivendo gli anni a cavallo del nuovo millennio con “Dentro i miei vuoti”, “Lasciati”, “Dormi” e “Momenti di noia”.

 

Il concerto si conclude infine con le ultime due canzoni che Samuel interpreta accompagnato ancora una volta dal batterista Tozzo, preso in prestito alla band di alternative metal Linea77, e dal tastierista Ale Bavo, membro del gruppo drum and bass LNRipley. Al termine dell’ultimo brano “Il codice della bellezza”, dedicato a tutti i presenti, il cantante si sofferma qualche minuto a salutare i suoi fan, concludendo in bellezza, è proprio il caso di dirlo, una serata ricca di emozioni e buona musica.

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Reportage: Beatrice Mosca

Foto: Eleonora Mugheddu

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