“Le opere di Malevič rappresentano l’orgoglio dei migliori musei del mondo, nonché un sogno irraggiungibile per molti collezionisti”

Fonte: moiarussia.ru

Autore: Andrej R. 18 giugno 2017

Traduzione di Chiara Pavan

Al sentire espressioni come “scarabocchio ambiguo” e “arte astratta e inutile” balzano subito alla mente immagini e volti di un’intera galassia di innovatori-avanguardisti e futuristi, ma il nome più alto e allo stesso tempo più conosciuto è sempre stato considerato solo lui, il grande architetto e rivoluzionario, ideologo e filosofo, genio e folle, Kazimir Severinovič Malevič.

Nel maggio 2017 il dipinto di Kasimir Malevič, Composizione suprematista con piano in proiezione“, è diventato il lotto più costoso della tornata d’asta di Sotheby’s, la più antica casa d’aste al mondo. È stato venduto infatti per 21,2 milioni di dollari partendo da una stima di 12-18 milioni.

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“Composizione suprematista con piano in proiezione”, K. Malevič. Foto: Sotheby’s

Nel 2008, a un’asta della stessa Sotheby’s, è stato venduto un altro dipinto di Malevič, con lo stesso nome ma senza il piano, “Composizione suprematista”, che è diventato uno dei dipinti realizzati dall’artista russo più costosi della storia. Lo sconosciuto acquirente si è aggiudicato l’opera per un importo superiore ai 60 milioni di dollari.

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“Composizione suprematista”, K. Malevič. Foto: Sotheby’s

Ma forse il dipinto più famoso e allo stesso tempo più discusso dell’artista d’avanguardia russo è il “Quadrato nero”. In tutto, i “quadrati neri” sono quattro. Il primo e il terzo sono custoditi nella Galleria Tretjakov di Mosca, il secondo nel Russkij Muzej di San Pietroburgo, mentre il quarto è esposto all’Hermitage. Il valore approssimativo di ciascuno separatamente corrisponde a più di 20-30 milioni di dollari. I dipinti non sono in vendita.

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“Quadrato nero” di K. Malevič. Foto: rma.ru

 

Un’operazione così semplice potrebbe essere effettuata perfino da un bambino, che però non avrebbe così tanta pazienza da dipingere su un’area tanto vasta con un unico colore. È un lavoro che certamente saprebbe realizzare qualsiasi disegnatore, Malevič stesso lo è stato in gioventù, ma i disegnatori generalmente non sono interessati a forme geometriche così semplici. Un quadro simile potrebbe dipingerlo un pazzo: ciò non è mai stato fatto, ma anche se lo fosse, difficilmente avrebbe una qualche chance di capitare in una fiera al momento giusto nel posto giusto. Facendo questa semplice operazione, Malevič è diventato l’autore del quadro più famoso, più misterioso e più spaventoso del mondo, il “Quadrato nero”. Con un semplice movimento del polso ha tracciato una volta per tutte una linea invalicabile, segnando l’abisso tra la vecchia e la nuova arte, tra l’uomo e la sua ombra, tra la rosa e la tomba, tra la vita e la morte, tra Dio e il Diavolo “. Tatjana Tolstaja, scrittrice, nel saggio “Il quadrato”

Secondo Tatjana Gorjačeva, critica e storica dell’arte e grande esperta di avanguardia russa e in particolare del lavoro K. Malevič,:

Nella storia della cultura mondiale non esistono molte opere che sono andate oltre il proprio nome e significato originario e sono diventate una sorta di nome comune […] Non esistono dipinti con una fama più grande del “Quadrato nero” di Kazimir Malevič, non esiste altra produzione che abbia provocato la creazione di così tante altre opere […] E non esistono artefatti di una così perdurante attualità […] Il “Quadrato nero” è diventato una vera pietra miliare nella storia dell’arte russa del XX secolo “.

Sono convinto che con il punto di vista delle due Tatjana sia d’accordo la maggior parte degli esperti e critici d’arte, non solo russi… Malevič è senza dubbio un artista di fama mondiale e, come si vede, i collezionisti sono disposti senza rammarico a pagare somme astronomiche pur di possedere un dipinto dell’avanguardista. Ma attenzione!

La maggior parte delle persone, intenditori d’arte ordinari, non capiscono o trovano molto difficile comprendere il lavoro di Malevič, distinguendo tra arte normale e arte degenerata,1 separando gli artisti tra sani e “malati mentali”… E fin qui niente di sorprendente. È questione di gusto artistico. Ma bisogna capire che, per quegli stessi collezionisti, l’artista Malevič e i suoi dipinti non sono oggetto di adorazione e di ammirazione, ma rappresentano soldi spesi bene, investimenti!

Sarete sorpresi, ma nel ricco patrimonio dell’avanguardista Malevič, oltre ai suoi capolavori più famosi di stampo suprematista e cubista, vi sono compresi anche dipinti “semplici”, più comprensibili e familiari per l’intenditore medio della pittura classica… Oggi cerchiamo di smontare i cliché radicatisi all’interno della società su questo artista estremamente complesso.

Ed ecco qui tutto un altro Malevič! Nello specifico, ecco 20 dipinti “sfacciatamente ordinari” senza soggetti complessi, cubismo, suprematismo o astrazioni mistiche:

 

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Nella galleria:

Autoritratto. 1910-1911. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Autoritratto. 1910 circa. Gosudarstvennaja Tret’jakovskaja galereja (Galleria statale Tretjakov), Mosca

Viale. 1930 circa, Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Primavera. 1928-1929. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Polka argentina. 1911. Collezione privata

Testa di ragazzo con cappello. Inizio anni ’30. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ragazza fuori servizio. 1930 circa. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ritratto femminile. 1932-1934. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Fabbro. 1933. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ritratto di uomo. 1933-1934. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Sul viale. 1930 circa. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Riposo (Società con i cilindri). 1908. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ritratto di madre. 1932 circa. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ritratto della moglie dell’artista. 1934. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Ritratto di un udarnik, lavoratore stacanovista (Krasnoznamenets Žarnovskij). 1932. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Operaia. 1933. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Sorelle. 1930. Gosudarstvennaja Tret’jakovskaja galereja (Galleria statale Tretjakov), Mosca

Tre donne sulla strada. 1930 circa. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

Fioraia. 1930 circa. Studio per un dipinto con lo stesso nome. Gosudarstvennyj Russkij muzej (Museo statale russo), San Pietroburgo

 

(Kiev, 23 febbraio 1879 – Leningrado, 15 Maggio 1935) – avanguardista russo-sovietico, fondatore del suprematismo, teorico dell’arte e filosofo.

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1 Nel 1927, Malevič espose i suoi quadri alla mostra di Varsavia e poi a Berlino. Dopo la sua partenza urgente per l’Unione Sovietica nel giugno dello stesso anno, egli lasciò la sua collezione di dipinti (più di un centinaio) all’architetto tedesco Hugo Göring. Göring fece poi allontanare questi dipinti dalla Germania nazista per salvarli da certa distruzione in quanto considerata “arte degenerata”.“Arte degenerata” (ted. Entartete Kunst) era un termine utilizzato dalla propaganda nazista per identificare l’arte d’avanguardia, che veniva vista non solo come contemporanea e anticlassica, ma anche giudeo-bolscevica, anti-tedesca, e quindi pericolosa per la nazione e per l’intera razza ariana. Del resto, l’avanguardia non era altro che espressione dell’avversa dirigenza sovietica, considerata inutile e oltraggiosa.

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