Almeno tre sono i Giuliano che mi vengono in mente.

Giuliano Imperatore romano dal 360 al 363, l’ultimo pagano al potere, chiamato per l’appunto l’Apostata.

Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, che condivide con l’ultimo Giuliano la città natale e il palco su cui si chiuse la campagna elettorale del 2011.

E poi c’è Giuliano “The King” Palma. Né Imperatore né sindaco, semplicemente il Re, scritto a caratteri cubitali sul palco felicemente poco scarno del Parco Tittoni.

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L’ingresso questa volta è stato allestito dall’entrata principale della neoclassica Villa Traversi-Tittoni, esempio quasi perfettamente conservato di villa di delizia prima e di potere poi – i Traversi, gli ultimi proprietari non erano nobili, ma ricchi borghesi con prospettive un poco megalomani (avete mai notato che la cancellata riporta a caratteri enormi il nome TRAVERSI?).

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L’assetto degli spazi – con un ingresso simile – è davvero notevole: a sinistra il palco, a destra le spillatrici e gli stand Big Food e sul davanti si apre il verde del giardino gentilizio.

Consigliamo, per eventi simili, di arrivare ad un orario decente, evitando così le interminabili code alle casse del bar e accaparrandosi i posti migliori – come un coraggioso pugno di fan che hanno sfidato il sole per rimanere sotto palco dall’apertura dei cancelli.

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Inizio alle 22.00 spaccate con il pubblico gremito in una serata potenzialmente sold-out. Si fanno notare qua e là alcune maglie bianche e alcuni coraggiosi in camicia bianca – a la Giuliano – imitando l’idolo che, per l’appunto, si presenta sul palco in giacca bianca, cravatta e occhiali da sole.

Nel pubblico molte famiglie con bambini, tanti ragazzi, tanti giovani e meno giovani. Assenza totale dei giovanissimi. Per fortuna o purtroppo.

Si parte un po’ in sordina, rallentati, con pause troppo lunghe tra un pezzo e l’altro.

Forse il caldo che – per ammissione di Giuliano – lo sta letteralmente ammazzando.

Nonostante l’afa – che fortunatamente calerà sul tardi, regalandoci una perfetta e ventilata serata estiva – quando il ritmo ska fa capolino in ogni pezzo è il pubblico che diventa protagonista e si gode, oltre alla voce del protagonista instancabile della serata, il trio di fiati e il piano che rappresentano il valore aggiunto di tutto lo show.

A metà concerto una dedica – breve – ai 30 anni compiuti dal primo gruppo fondato da Giuliano Palma, i Casino Royale.

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Il bis è un concerto a sé, che da solo vale il prezzo (decisamente basso, 10€) del biglietto.

Come per l’apertura iniziale si lascia spazio solo agli strumenti, superbi.

Magistrale l’improvvisazione finale per “Messico e nuvole”, ricca di citazioni musicali (anche i Blues Brothers), molto apprezzata dal pubblico.

Uscita di scena che strappa più di un sorriso, coi componenti della band in trenino e con Giuliano che sembra non volersene andare. E già, caro Giuliano, “it’s a wonderful life”!

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“Arrivederci Desio!”

Arrivederci Giuliano, questa sera è davvero “tutta tua la città”.

 

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Reportage: Claudio Rendina

Foto: Gaia Schiavon

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