Tra il centro commerciale e il cimitero. Dove è possibile ammirare i tesori dell’Ermitage

Fonte: RIA Novosti

Articolo di Anna Končarova Traduzione di Chiara Pavan

Passare in mezzo al frastuono e al caos del centro commerciale e fermarsi davanti al cimitero memoriale: nei pressi della fermata metro “Staraja derevnja” di San Pietroburgo è stato collocato, quasi come tra “cielo e terra”, un deposito “aperto” dell’Ermitage. Esattamente 165 anni fa il museo diventava per la prima volta accessibile al pubblico.

Oggi, mezzo secolo dopo, la sua collezione continua ad essere a disposizione di tutti. In uno dei quartieri residenziali di San Pietroburgo è possibile visitare i magazzini di uno dei musei più grandi del mondo e ammirare il lavoro dell’Ermitage dall’interno. Questo centro di restauro e deposito è aperto dal 2003.

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Deposito aperto dell’Ermitage

La grande facciata dal colore giallo brillante, decorata con delle incisioni geometriche rappresenta l’edificio principale del complesso. Accanto a questo ve sono altri, ma si prospetta la realizzazione di un’ulteriore progetto ideato da Rem Koolhaas, architetto famoso in tutto il mondo. Al giorno d’oggi, il complesso di restauro e conservazione risulta grande 70 mila metri quadrati e ospita 12 laboratori di restauro e 89 magazzini, 10 dei quali sono aperti al pubblico.

Questo complesso di edifici assomiglia a tutto fuorché a un museo nel senso più comune della termine. Le strutture più recenti sono dotate di tecnologie all’avanguardia e nel cortile sono installati perfino dei pannelli solari. Tale know-how potrebbe sembrare un eccesso, essendo San Pietroburgo una città del nord. Ma il direttore dell’Ermitage, Michail Piotrovskij, precisa che oggi i musei sono pronti per poter utilizzare anche le tecnologie più avanzate.

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Tutti possono accedere al deposito dell’Ermitage, ma solo tramite visita guidata. I turisti professionisti e conoscitori del deposito aperto vengono qui appositamente, ma per lo più sono scolaresche e locali che vengono con i figli per assistere alle visite guidate (anche su richiesta), a conferenze e riunioni.

Il deposito aperto conduce una vita abbastanza inusuale. I moderni sistemi di sicurezza, che sono già stati amorevolmente definiti “un’ipocrisia”, definiscono il personale del museo solo in apparenza. Le porte tra un corridoio e l’altro, ornati da dipinti brillanti e colorati (grazie ai quali orientarsi è molto semplice), si aprono solo grazie a dei badge speciali.

Tuttavia entrare in ogni deposito non è possibile. Sono visitabili soltanto quelli che in quel dato periodo sono aperti ai visitatori.

Le cose qui cambiano molto velocemente: i pezzi esposti (qui definite unità di stoccaggio) possono infatti essere tolti improvvisamente dall’esposizione e chiusi inaspettatamente al pubblico – un po’ come nella fantastica Hogwarts dell’universo di Harry Potter. Inoltre le serrature sulle grandi porte sono state realizzate come degli antichi sigilli.

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Diverse sale che sono decorate da affreschi sono avvolte nella penombra. Questo perché, al fine di conservare le opere d’arte, è necessaria una determinata temperatura e umidità. La luce si accende soltanto nel momento in cui nella sala vengono svolte delle visite guidate; non appena le persone lasciano la stanza, questa si spegne automaticamente.

Nelle sale dedicate al mobilio è come se visitatori e oggetti esposti cambiassero di posto: l’area centrale viene occupata dai mobili, mentre i visitatori camminano lungo uno stretto corridoio. In un ampio spazio, in tutto il loro sfarzo, sono esposti gli abiti reali, che probabilmente in futuro faranno parte di un magazzino esclusivamente dedicato all’abbigliamento.

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Qui si può ammirare ciò che normalmente all’Ermitage “principale” non viene e che probabilmente non verrà mai mostrato. Creazioni della pittura russa, i cui autori non sono mai stati identificati; una grande tenda di seta di 120 metri quadrati appartenente a un emiro di Bukhara, per la quale semplicemente non si riesce a trovare posto sufficiente. Oppure la tenda da campeggio di Caterina la Grande, che può essere installata soltanto qui grazie a una costruzione particolare che permette ai visitatori di entrarvi. Nelle stanze circostanti vi sono invece le carrozze reali provenienti da diverse epoche storiche, davanti alle quali un gruppo di scolari rimane rapito in silenzio.

 

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In questo deposito aperto tutto si muove in senso contrario: le condizioni di esistenza determinano il curatore della collezione e gli oggetti stessi. Permettere al pubblico incuriosito di poter ammirare il suo fondo di riserva non è da tutti i musei. Ma l’Ermitage ha deciso di aprire le sue porte e non sembra essersene pentito.

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