Può una macchina avere degli istinti? Oppure, può rimanere sotto shock? Senza scomodare la fantascienza domande di questo tipo sono state poste da alcuni economisti, in particolare a ridosso di eventi drammatici (come ad esempio gli attacchi terroristici) e in riferimento alle transazioni finanziare.

È risaputo che le Borse internazionali affidano la gestione di svariati titoli ad intelligenze artificiali e algoritmi “che si muovono sui mercati anche con un’ottica di pochi millisecondi, cavalcando le singole notizie che rimbalzano sul mercato. Molti algoritmi sono in grado di fare analisi semantica, prendendo ad esempio il flusso di notizie che gira su Twitter (V. Carlini e M. Longo, IlSole24Ore 6\12\2016). In alcune occasioni questi algoritmi – delle elaborate formule matematiche utilizzate dai computer per “leggere” al di là della loro realtà virtuale – hanno preso cantonate più o meno sonore, ad esempio a ridosso di alcuni referendum come quello costituzionale del 4 dicembre scorso in Italia, o all’approssimarsi delle elezioni, oppure ancora interpretando erroneamente alcuni discorsi diffusi da politici e rappresentanti nazionali. Interpretare il senso di un discorso, il suo sottinteso e determinarne gli effetti è un’attività tutta umana, che viene soppiantata dall’informatica per gestire l’enorme mole di informazioni globali in tempistiche quantificabili in frazioni di secondo.

Da qui una lenta ma costante personificazione, umanizzazione, delle Borse e dei mercati. Già la “mano invisibile” di Smith, usata per descrivere l’effetto regolatore del mercato ha dovuto prendere in prestito fattezze umane, in questo caso un arto, per descriverne l’agire. Quotidianamente leggiamo e ascoltiamo notizie sui mercati che “reagiscono” ad alcuni eventi, mercati “sotto stress”, Borse che “faticano” o che “rispondono” agli stimoli, transazioni che “parlano” e così via.

Ultimo episodio: l’attentato di Londra, dove hanno perso la vita 5 persone. Il Sole 24 Ore, tramite la penna di Vittorio Carlini, si domanda come mai “i listini snobbano gli attentati terroristici”: in sostanza, dopo alcuni tentennamenti, i titoli dei maggiori mercati non hanno subito contraccolpi significativi, assorbendo l’urto dello shock senza scossoni.

Anzi, si propone la lettura di uno studio di Jeffrey Kleintop pubblicato sul Washington Post e nel quale sono presi in analisi i 26 principali eventi terroristici dal 1970 ad oggi (http://www.ilsole24ore.com/mondo/europa/timeline-attentati.shtml). Lo studio ha dimostrato “come i listini azionari non si curino troppo del fattore-terrore”, da un lato perché alle Borse interessano solo degli effetti economici dell’evento, dall’altro perché la nuova normalità sembra proprio essere quella del terrore. Qualcos’altro però influisce sul “comportamento” delle Borse (altro termine umanizzante) e viene esplicitato a chiusura dell’articolo di Carlini: “La maggiore presenza di trader robot riduce ulteriormente l’istintualità umana. La quale, piaccia o non piaccia, finisce sempre di più sullo sfondo.” Riduzione dell’istintualità umana, robotizzazione. Al contempo, personalizzazione dei mercati, portatori di un volto, di gesti ed emozioni tipicamente umane. Vince la volontà di affidarsi a macchine per loro stessa definizione prive di elementi umani, fallaci e destabilizzanti, ma capaci di assumere decisioni verosimilmente vicine a comportamenti umani. In pratica, erronei.

Stiamo forse umanizzando ciò che umano non è? La computerizzazione della finanza è servita ad eliminare il fattore umano. Ora lo si reintroduce, dando un volto agli strumenti matematici. E questo è rischioso. Soprattutto se la tendenza – come quella attuale – è l’affidamento cieco e totale a tali strumenti. Non l’abbiamo scomodata prima ma ora la fantascienza viene in nostro aiuto. Sebbene un robot debba obbedire agli ordini umani, la terza Legge della Robotica – ideata da Isaac Asimov – afferma che “un robot deve proteggere la propria esistenza”. Viene da chiedersi fino a che punto gli algoritmi lo faranno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...